Piccoli Scrittori

Lo scorso 30 Maggio 2018, Story – Lab ha visto la sua conclusione con una manifestazione finale che ha visto protagonisti i disegni originali dei bambini esposti sulle pareti della scuola, in mostra per i genitori che sono venuti a farci visita.

A loro è stato inoltre mostrato l’elaborato finale in formato digitale ed è stato raccontato il percorso che ci ha portato fin qui.

Successivamente, con una piccola cerimonia, è stata consegnata ad ogni partecipante una Patente da Piccolo Scrittore Digitale, che attesta le competenze raggiunte.

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In Bocca al Lupo, bambini.

Crescete sani, forti e belli come siete!

Maria Clara

Maria Grazia

Olimpia

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Il Segreto della Corona

Tanto tempo fa, durante una guerra sanguinosa in un paese lontano, morì un re di nome Cobalto, della nobile stirpe dei Whale. Cobalto era senza figli ma aveva quattro nipoti, figli di suo fratello Klein morto in guerra tempo prima. I quattro bambini orfani di padre, persero successivamente anche la madre, la regina Magenta. Per questo Cobalto, una volta diventato Re, decise di occuparsi dei suoi nipoti e di amarli come figli suoi.

Quando Re Cobalto morì i quattro giovani principi Whale si dispiacquero molto per la morte del loro zio, quasi padre, a cui volevano molto bene e da cui avevano ricevuto tanto affetto, cura ed educazione.

I nipoti rimasero a vivere nel castello del Re che conservava anche una preziosa corona e un forziere di importanti gioielli, diamanti, perle, monete d’oro e di cioccolato.

Nessuno sapeva però che la corona nascondeva ben altri segreti che la rendevano molto più potente di quello che sembrava. La corona era custodita in una stanza segreta, in una delle torri del castello, insieme ai beni più preziosi del Re. Era tutto quello che rimaneva di un regno ormai distrutto dalla guerra e ormai destinato a morire senza Re e senza sudditi, in attesa di una nuova rinascita.

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Disegno di Lucia

C’era però qualcun altro che aveva messo gli occhi sulla corona del Re. Erano i tre fratelli Camicasha, tre pericolossissimi ladroni che erano già nemici del vecchio Re Cobalto e che non vedevano l’ora di entrare in azione.

I quattro fratelli erano in una sala del castello piangendo per lo zio morto in guerra.

Chi avrà ucciso il caro zio Cobalto? – si domandava Kristen, seduta sul suo divano da cui non si separava mai e mangiando monete di cioccolato di cui era particolarmente golosa.

Chi l’ha ucciso? Lo zio era in guerra, e in guerra capita di morire. Non vedo l’ora di poter combattere anch’io una battaglia – rispose la coraggiosa Josephine.

Tu vuoi andare a combattere? Tu sei una donna! Rimani in casa, e mettiti una gonna. Andremo io e Herry a combattere, che siamo uomini – rispose Michael, bevendo un sorso dalla sua bottiglia di liquore che portava sempre con sé.

Ma dove vuoi andare a combattere tu, che non ti reggi neanche in piedi, ubriaco come sei! – rispose Henry andando verso il fratello. Camminando, inciampò in una sedia e cadde a terra.

Tutti risero e rispose Michael: – ah, e sarei io a non sapermi reggere in piedi, imbranato che non sei altro!

Mentre i quattro fratelli discutevano, si sentì graffiare alla porta e miagolare.

Josephine, amante degli animali, subito corse verso la porta e la aprì. La seguirono a ruota anche i fratelli. Aperta la porta trovarono un delizioso gatto un po’ maltrattato, ma dagli occhi vispi. Kristen quando lo vide urlò di terrore:

Caccia via quel brutto gattaccio puzzolente, che mi graffia tutti i vestiti.
Sei la solita egoista, Kristen! – la liquidarono i fratelli, facendo entrare il gattino.

Josephine, Henry e Michael cominciarono a coccolarlo, non sapendo che era uno strumento dei nemici.

– Fallo tenere un po’ a me! – No a me! – Dai, lo hai tenuto per un sacco di tempo – litigavano i tre fratelli contendendosi il gatto, mentre Kristen li osservava da lontano.

– Sempre a litigare voi tre, lo Zio Cobalto non sarebbe molto contento di vedervi così – sentenziò Kristen, tenendosi alla larga da quel batuffolo di peli.

– Pensa a metterti lo smalto tu! E fatti gli affari tuoi – le risposero i fratelli.

Mentre i quattro si azzuffavano, il gatto, che era stato istruito molto bene dai suoi padroni, cominciò a gironzolare indisturbato per il castello, alla ricerca del nascondiglio della preziosa corona, finché la trovò in una stanza della torre, adagiata su un cuscino di velluto rosso, sotto una teca di vetro.

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Disegno di Vincenzo

Dopo qualche giorno, ecco spuntare i Camicasha, brutti come non mai.  I tre si travestirono infatti da vecchie conoscenze dello zio che abitavano nei dintorni e che i nipoti non avevano mai visto, bussarono al portone del castello dicendo:

– Abbiamo perso il nostro gatto, Bill, l’avete per caso trovato?

A ben guardarli, i tre ladroni erano veramente buffissimi, con quei vestiti da nobili trovati chissà dove. Uno di loro era vestito da donna, ma non aveva avuto l’accortezza di togliersi i baffi. Solo un ubriaco non si sarebbe accorto del travestimento. E infatti Michael non se ne accorse, li fece entrare in casa mostrando loro il gatto. I vecchi conoscenti ringraziarono e andarono via col gatto.

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Disegno di Lorena

Il gatto, che era un gatto parlante, comunicò ai ladroni dove si trovava la corona:

È nella torre del Castello – disse.

Non sapendo lui che il tappeto della sala nascondeva una trappola.

I tre ladroni ritornano al castello ancora una volta travestiti, con la scusa di dover ritrovare un vecchio orologio da taschino perso la volta precedente. Ma questa volta, ad accoglierli, non trovarono Michael l’ubriacone, ma lo sveglio Henry, a cui la cosa sembrò un po’ strana.

Appena Herny fece qualche domanda mettendo in dubbio la loro identità, i tre ladroni cominciarono ad infilarsi da tutte le parti, in tutte le stanze e in tutti gli angoli del castello e Henry non riusciva a fermarli.

Il Castello non era più come una volta, pieno di servitù affaccendata e di guardie del Re a fare la sentinella. Ormai si poteva contare solo sulla presenza dei quattro principini Whale che in quel momento erano piuttosto distratti e non riuscivano a sentire Henry che li chiamava in cerca di aiuto: Kristen si stava osservando allo specchio, Josephine era nel bosco a cacciare la cena per la sera, Michael dormiva da qualche parte.

I Camicasha erano ormai inarrestabili e, individuata la porta che conduceva alla Corona si intrufolavano verso la torre. Henry correndo dietro ai ladroni, da grande imbranato come era, strisciò con il mantello vicino al fuoco del camino, che si infiammò. Continuava a  chiamare gli altri tre fratelli a gran voce, ma purtroppo non lo sentivano.

Henry col mantello in fiamme, si spaventò molto e cominciò ad agitarsi provando a toglierselo, ma il fuoco cominciò ad espandersi ovunque. Il fumo arrivò al naso di Kristen che andò a svegliare Michael e finalmente i due accorsero.

Nel frattempo Josephine dall’esterno vide il fuoco provenire dal castello e si diresse a salvare i fratelli.

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La coltre di fumo e fiamme che si era creata nel castello non permetteva a Kristen e Michael di trovare il fratello Henry che nel frattempo era caduto a terra e non respirava più.

Josephine ordinò ai fratelli di uscire subito dal castello e salvarsi, ma purtroppo dovettero abbandonare il povero Henry ormai avvolto dalle fiamme.

Nel frattempo i ladroni stavano per rubare la corona, ma attraversando il tappeto, caddero in una profonda buca, mentre il castello andava in fiamme. La buca che doveva essere una trappola per eventuali ladri, si rivelò la loro salvezza.

I Camicasha si rintanarono lì dentro, in attesa che l’incendio si spegnesse. Dopo alcuni giorni, quando le fiamme si erano ormai abbassate e i fratelli ormai scappati lontano, i ladroni uscirono dalla buca, rubarono la corona e si insediarono in quello che rimaneva del Castello.

I tre fratelli in fuga nel bosco erano disperati per la perdita del loro caro fratello Henry, che avevano dovuto abbandonare tra le fiamme, non sapendo che al castello erano rimasti anche i ladroni che ormai avevano rubato la corona.

I tre fratelli spaventati nel bosco che cominciava a farsi buio, dovevano trovare un luogo in cui passare la notte, non potendo ritornare al castello ormai in fiamme.

Per superare la paura, cominciarono a recitare una vecchia filastrocca che la loro mamma gli cantava quando erano piccoli.

Quando una lacrima vi scappava

La mamma subito vi abbracciava

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Disegno di Maria Francesca

Ma dopo un minuto

Il tempo di uno starnuto

Subito a fare la nanna

Come vi dice la mamma

Ma statemi a sentire

C’è un segreto da scoprire

La corona ha un gran potere

Ma dovete stare insieme

Quando un dì ne occorrerete

Queste rime canterete

Per trovar la soluzione

Ad un grande problemone.

Arrivò la notte e i principi Whale decisero di accamparsi nel bosco. Josephine si tolse il mantello e con rami e tronchi trovati qua e là costruirono una capanna per proteggersi dal freddo. Kristen fece qualche storia, ma alla fine si arrese a dormire lì, in mezzo alla terra, ai sassi e agli insetti.anonimo001

 

Durante la notte però, non appena i principi Whale cominciarono ad addormentari, successe qualcosa di strano. Si cominciarono a sentire dei fruscii, delle voci e dei lamenti.

 

Kriiiiiisteeeeen…Michaeeeel…Josephiiiiiiine…aiuuuuutoooooooo…salvatemiiii…

I fratelli saltarono nel sonno e cominciarono a guardarsi intorno senza vedere anima viva. Ma la cosa li spaventò molto e persero il sonno.

Per questo cominciarono a parlare tra di loro intorno ad un fuoco:

Povero Henry, avvolto nelle fiamme a causa di quei brutti ladroni Camicasha! – disse Kristen

È tutta colpa tua, Kristen, eri sveglia, come hai potuto non sentire le sue richieste d’aiuto? – la aggredì Michael

E tu, allora? Sempre con la testa tra le nuvole! – Si difese, Kristen – Non potresti mollare quella bottiglia ed essere più presente a te stesso?

Poche chiacchiere, è successo quello che è successo, ma adesso dobbiamo vendicare la sua morte! – disse Josephine

E dobbiamo recuperare la corona, è l’unica nostra ricchezza – disse Michael.

Ma non appena i loro occhi si chiusero di nuovo per la stanchezza, ecco udire di nuovo quelle voci:

Kriiiiiisteeeeen…Michaeeeel…Josephiiiiiiine…aiuuuuutoooooooo

Michael e Kristen si svegliarono di nuovo di soprassalto e svegliarono anche Josephine che li prese in giro:

– Ma quali fantasmi! Sarà stato solo un sogno!

Quando cominciò a fare giorno i tre fratelli si misero in cammino per tornare verso il castello, per allontanarsi da quel luogo infestato. Essendosi allontanati troppo, però, non riuscivano a trovare la strada di casa.

Quello che non avevano capito era che accanto a loro c’era un’altra presenza: il caro fratello Henry, anche se era morto, sotto forma di spirito camminava insieme a loro. Per far capire che era presente anche lui, cominciò a disegnare delle frecce a terra per indicare la strada di casa.

Nel momento in cui videro le frecce, i tre si spaventarono molto e non sapevano se potevano credere o no a queste indicazioni.

Il fantasma di Henry cominciò ad arrabbiarsi perché i fratelli non si accorgevano di lui. Per farsi riconoscere quindi scrisse con un rametto sul terreno : “IO SONO HENRY”.

Alla visione di questa immagine, Kristen svenne, Josephine non credendo ai fantasmi pensò fosse lo scherzo di qualcuno pronto ad attaccarli e si tenne pronta con arco e frecce per sferrare il suo colpo.

Michel invece, cercava di far rinvenire la sorella facendole annusare la bottiglia di liquore che portava con sé e fermò Josephine:

– Calma, Josephine, sono certo che si tratta del fantasma di nostro fratello Henry, dobbiamo credergli, ci può aiutare.

Ma cosa dici! I fantasmi non esistono! – Gli urlava contro Josephine.

Intanto Kristen sembrava piombata in un sonno profondo e i suoi fratelli non riuscivano a svegliarla. In sonno le apparse suo fratello Henry.

– Come sono felice di rivederti Henry! Allora sei vivo! – gli disse Kristen senza rendersi conto che fosse un sogno.

– Anch’io Kristen sono felice di vederti. Ma purtroppo non sono vivo, non ho più corpo, ma solo anima. E la mia anima è accanto a voi, vi accompagnerà e vi aiuterà finché tutti i vostri problemi non saranno risolti e finché non avrete vendicato il mio cadavere. – le comunicò Henry.

scena sogno kristen
Disegno di Conni

Proprio mentre Kristen stava per dare l’ultimo abbraccio a suo fratello, l’odore forte dell’alcol raggiunse il suo naso e si svegliò.

  • Henry! Henry! – sussurrò Kristen svegliandosi.
  • Dov’è Henry? – urlarono Michael e Josephine.
  • È qui, accanto a noi, e ci aiuterà. L’ho incontrato in un sogno. Ma ora dobbiamo andare e vendicare la sua morte. – confessò Kristen ai fratelli.
  • Oh, ancora con questa storia! – sbuffò Josephine.

Proprio in quel momento lo spirito di Henry fece muovere le foglie di tutti gli alberi intorno a loro ed il suono del vento ridiede gioia e coraggio ai tre fratelli che si rimisero in cammino seguendo le indicazioni che il loro fratello ritrovato gli stava dando.

Dopo tanto cammino finalmente arrivarono al castello e ciò che si parò loro davanti era davvero sconfortante: il castello era semi distrutto e le facciate tutte erano annerite dal fuoco. Tutto intorno resisteva ancora un gran fumo nero.

I Whale non sapevano cosa fare. Non sapevano quali pericoli nascondesse ancora il loro castello e se i ladroni fossero ancora lì. Ma capirono che era una situazione che dovevano affrontare insieme.

I giovani avevano ragione a temere il peggio. I Camicasha, infatti, erano proprio lì. Dopotutto, un castello incendiato era pur sempre un castello. Per di più il Castello apparteneva al Re Cobalto, loro acerrimo nemico. In passato infatti il Re aveva soffiato da sotto il naso dei Camicasha i territori che si contendevano, condannandoli ad una vita da vagabondi. Questa era finalmente la vendetta che attendevano da tanto tempo e finalmente pensavano di essere riusciti a sostituirsi al Re.

Stravaccati sui divani inceneriti, i tre fratelli Camicasha, si stavano godendo la vittoria. Uno dei tre portava, la meravigliosa corona di Re Cobalto che sulla sua piccola testa traballava.

ladroni con la corona001
Disegno di Lorena

– Dalla un po’ a me questa corona! – disse il secondo Camicasha al primo, strappandogliela dalla testa.

– No! Tu l’hai tenuta per tutto il giorno! Ora tocca a me! – Rispose il primo al secondo, riprendendosela.

– Voi la portate da giorni e non mi concedete mai neanche un attimo con lei – si lamentò il terzo.

Il tutto sotto lo sguardo distratto di Bill, il gatto parlante, che con sguardo giudicante esclamò: – Stupidi umani, sempre a litigare – Poi fece un mezzo giro su se stesso e si mise a dormire.

Proprio mentre si contendevano la Corona, i tre principi erano fuori al grande portone del Castello, un po’ bruciacchiato, ma che proteggeva l’entrata ancora con sicurezza.

Kristen, Michael e Josephine erano spaventatissimi e, come ogni volta che avevano paura, cominciarono a canticchiare la filastrocca della loro mamma:

Quando una lacrima vi scappava

                La mamma subito vi abbracciava

                Ma dopo un minuto

                Il tempo di uno starnuto

                Subito a fare la nanna

                Come vi dice la mamma

                Ma statemi a sentire

                C’è un segreto da scoprire

                La corona ha un gran potere

                Ma dovete stare insieme

                Quando un dì ne occorrerete

                Queste rime canterete

                Per trovar la soluzione

                Ad un grande problemone.

La ripetettero tante e tante volte e a voce sempre più alta finché non avvenne qualcosa di prodigioso. La Corona, in mano ai tre Camicasha, insediati nel Castello, cominciò a sospendersi nell’aria  e a girare su se stessa vorticosamente. I Camicasha cominciarono ad urlare, il gatto parlante si svegliò infastidito da tanto baccano.

Una luce abbagliante, proveniente dai quattro diamanti incastonati nell’oro, illuminò tutta la sala, tutto tremava dentro e fuori dal Castello, finché il grande portone d’entrata non si aprì permettendo ai tre principi di entrare.

I Camicasha erano sbalorditi:

Voi tre! Ancora qui! Non ci libereremo mai di voi!

Senza capire bene cosa fosse successo i tre principi cominciarono ad attaccare i tre Camicasha:

scena combattimento josephineJosephine cominciò a sferrare le sue frecce contro il primo Camicasha che ne rimase ferito, ma non battuto completamente;

 

 

 

Kristen saltò al collo del secondo e si sedette sopra col suo bel sederone, bloccandolo a terra;

Michael prese la sua bottiglia di liquore, spalancò la bocca

scena combattimento Michael002
Disegno di Giovanni

al terzo e gliela versò tutta in gola, facendolo stramazzare al suolo.

 

 

 

 

 

 

Ma qualcuno era sfuggito al loro controllo: Bill, il gatto, era riuscito con un salto nel vuoto a raccogliere la corona e a portarla via, nascondendosi in un anfratto del Castello.

In un passeggero momento di calma, tenendo sotto controllo i loro avversari, Josephine, Kristen e Michael, increduli di quanto fossero riusciti a fare combattendo come una squadra, invocarono Henry, convinti che fosse stato lui ad aiutarli e a creare il prodigio della Corona.

– Henry, fratello caro, grazie per quello che stai facendo per noi! – Disse Kristen, ancora seduta sul secondo Camicasha.

– I nemici sono feriti, ma non battuti, smettiamola di invocare i fantasmi! – urlò Josephine, anche se cominciava a credere alla presenza di qualcosa di ultraterreno.

Ma non ci fu risposta dall’aldilà.

– Non avete capito, – intervenne Michael – Henry può comunicare con noi solo tramite i sogni! E non dovrebbe essere lui ad aiutare noi, ma noi a vendicare la sua morte.

– Certo che quando non bevi sei proprio sveglio, eh – lo prese in giro Josephine.

– Non ricominciate a battibeccare! – Li interruppe la dolce Kristen. – Siamo riusciti ad arrivare fin qui insieme, proprio come dice la canzone!

– Allora è stata proprio la filastrocca a far succedere qualcosa! – realizzò Josephine.

…Ma dovete stare insieme/Quando un dì ne occorrerete/Queste rime canterete/Per trovar la soluzione/Ad un grande problemone.- Ripetettero insieme i tre fratelli.

A queste parole, per un attimo, la corona sulla testa di Bill il gatto cominciò di nuovo a comportarsi come poco prima, rimanendo sospesa per aria e girando su se stessa. Ma solo per un attimo. E solo Bill se ne accorse. corona gatto002Quando i fratelli smisero di recitare la filastrocca anche la Corona si fermò. Allora Bill il Gatto capì tutto quello che per giorni i tre stupidi Camicasha non erano riusciti a capire. Con la forza della filastrocca, pronunciata dai fratelli tutti insieme, la Corona poteva compiere prodigiose azioni. Ma quali? E come potevano essere utili?

Il Gatto, con in testa la corona, uscì dal suo nascondiglio, e si avvicinò alla sala dove tutto stava avvenendo. Cominciò a mostrarsi coccoloso e tenero con i principi, che tenevano bloccati i suoi padroni, per distrarli. Un po’ di fusa accanto a Michael e il tontolone fu conquistato. Bill, inoltre, sciolse i capelli di Josephine, tirandole via il nastro che li legava. I capelli erano la sua debolezza, ora che i boccoli rossi cominciarono a cadere sulle sue spalle Josephine appariva bellissima e fragile. Persino Kristen si stupì della bellezza mai notata di sua sorella. E insomma, poco bastò per distrarre Kristen, Michael e Josephine che allentarono la presa dai ladroni i quali, per questo riuscirono a liberarsi e a contrattaccare i fratelli bloccandoli a terra. Il Gatto stava per comunicare la verità sulla Corona ai tre ladroni ma fu interrotto da qualcosa di strano.

Per liberarsi e vincere i ladroni i tre fratelli cominciarono ancora una volta a recitare la filastrocca:

Quando una lacrima vi scappava

La mamma subito vi abbracciava

Ma dopo un minuto

Il tempo di uno starnuto

Subito a fare la nanna

Come vi dice la mamma

Ma statemi a sentire

C’è un segreto da scoprire

La corona ha un gran potere

Ma dovete stare insieme

Quando un dì ne occorrerete

Queste rime canterete

Per trovar la soluzione

Ad un grande problemone.

Di nuovo avvenne il prodigio che finalmente tutti riuscirono a vedere. Dalle quattro gemme della corona esplose una luce fortissima che investì tutti i presenti, i quali saltarono in aria e ricascarono a terra avvertendo che qualcosa in loro stessi era cambiato.

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Disegno di Greta

Il potere della Corona e l’unità dei quattro fratelli aveva dato vita ad un incredibile ribaltamento:

La pigrizia di Kristen si trasformò in iperattività, ed ora saltellava da una parte all’altra del castello piena di gioia e voglia di vivere. L’ubriachezza perenne di Michael che lo portava a stare sempre con la testa tra le nuvole scomparve facendo posto ad intuito ed ingegno. L’enorme razionalità di Josephine diventò dolcezza ed emotività. Ma la cosa più incredibile la notarono solo quando la luce abbagliante si spense e tutto tornò alla normalità:-

– Henry! Sei qui! – urlarono i tre fratelli insieme, felicissimi, riabbracciandolo.

– Non c’è tempo per gli abbracci, abbiamo tre nemici da sconfiggere – disse Henry.

– Ben detto, fratello, andiamo a combattere! – rispose Michael più sveglio del solito.

– Ci sono anch’io per combattere – sobbalzò agilissima Kristen

– Non posso crederci che tu sia quiiiiii – continuava a piagnucolare Josephine, incollata ad Henry.

I quattro fratelli si girarono verso i ladroni che, in verità, non si mossero dal loro posto.
Solo uno si rivolse al gatto, molto gentilmente, chiedendogli:

Cosa stavi dicendo, bel gattino?

Il gatto provò a parlare ma riuscì ad emettere solo un tenero MIAO.

– Capite quello che è successo, fratelli miei, il potere della corona ha guarito i nostri difetti – esclamò Michael

– Certo! Ci ha reso diversi ma migliori! – Aggiunse Kristen

– Parla per te! – piagnucolò Josephine. E poi aggiunse: l’unica cosa che mi rende felice è che Henry sia tornato in vita!

– Solo per poco, fratelli cari, io vi ho aiutato, e voi avete imparato che solo stando insieme potete superare tutti i guai– spiegò Henry.

Intanto i ladroni continuavano ad essere lì un po’ imbarazzati. Il potere della Corona aveva coinvolto anche loro: da scellerati e violenti criminali, e anche un po’ tonti, diventarono degli onesti gentiluomini, persino colti e intelligenti.

– Non vorremmo rovinare il vostro momento intimo, Signori, ma approfitteremmo di questa pausa per scusarci di tutto il male che vi abbiamo causato e per lasciarvi alle vostre vite. – Disse, realmente addolorato il primo Camicasha.

– Abbiamo già causato tanto danno a Lor Signori, dunque è meglio andar via – aggiunse il secondo.

– Promettiamo di non tornare a darvi fastidio mai più – disse il terzo.

– MIAO – concluse il Gatto, che ormai non riusciva più a parlare.

I Camicasha furono accompagnati alla porta di quel Castello che andava ricostruito daccapo. Quando Kristen, Josephine e Michael si voltarono videro che il fratello Henry era sparito, ma non si dispiacquero per questo. Avevano capito che gli effetti della Corona erano momentanei: i Camicasha sarebbero tornati a minacciarli, i loro difetti sarebbero tornati a minare la loro serenità e il loro caro fratello era ormai morto.

Ma insieme, con l’aiuto della Corona e della filastrocca, sapevano di essere una forza invincibile e avrebbero superato ogni difficoltà.

THE END

 

Gli Antagonisti: i fratelli Camicasha e Bill

I Fratelli Camicasha

I tre Camicasha sono tre violenti criminali, che si dedicano a rapine e saccheggi nel regno di Re Cobalto. Tempo fa avevano tentato di conquistare il territorio del Re, ma fallirono miseramente.

Non è ben chiaro come si chiamino i tre fratelli, ma tutti li conoscono come Primo, Secondo e Terzo Camicasha.

Aspetto: il Primo ladrone è pelato, baffi, porta una benda e fuma la pipa; il Secondo fratello ha  capelli lunghi, la barba lunga, e un grosso naso a patata; il Terzo fratello è magrissimo e con un gran testone.

Indossano stracci presi dalla spazzatura e una busta come cappello legato con un fiocco.

Carattere: Sono senza scrupoli e disposti a tutto pur di diventare ricchi. Sono maleducati e violenti, ma i loro colpi non vanno mai a buon fine perché sono veramente stupidi!

Segni speciali: Non fidatevi di questa descrizione. I Camicasha sono dei maghi del trasformismo. Dalla spazzatura altrui sono capaci di tirare fuori qualsiasi cosa e di diventare chiunque! Fate molta attenzione!

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I fratelli Camicasha disegnati da Lorena

Il Gatto Bill

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Il Gatto Bill disegnato da Domenico

Aspetto fisico: baffi lunghi, occhi furbetti, orecchie a punta, maltrattato e sporco, di colore rossiccio, con un simpatico ciuffetto sulla fronte.

Carattere: all’apparenza è un vero tenerone, ma in realtà è un vero furbacchione insolente. Se non fosse così pigro avrebbe già conquistato il mondo.

Segni speciali: è un gatto parlante

I Protagonisti: i quattro fratelli Whale

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Michael disegnato da Simone

MICHAEL ~ Il Principe non convenzionale

Aspetto fisico: molto alto e ben piazzato, barba incolta, capelli scompigliati, occhi e capelli scuri, pelle ambrata, pieno di tatuaggi

Carattere: selvaggio, non gli piace essere perfettino, è avventuroso, ma ha sempre la testa fra le nuvole, forse perché gli piace bere ed ha volte supera il limite, diventando dormiglione o attaccabrighe.

Segni particolari: Per il suo modo di essere non sembra un Principe, ma in fondo ha un cuore d’oro.

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Josephine disegnata da Greta

Josephine ~ La Principessa coraggiosa

Aspetto fisico: i suoi capelli sono castano-rossastri e ha il naso lungo e porta sempre i capelli legati, per comodità.

Carattere: è sportiva, coraggiosa e si butta nelle avventure senza avere mai paura!

Segni particolari: Alcuni la definiscono un po’ bruttina, un vero maschiaccio, ma quando si scioglie i capelli, incanta tutti.

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Kristen disegnata da Maria Vittoria

Kristen ~ La Principessa vanitosa

Aspetto fisico: un po’ cicciottella e bassina, ma bellissima, bionda, occhi verdi, naso a patatina. Diversamente dalla sorella più grande ama vestirsi da vera principessa, con un vestito lungo, calze e una coroncina sul capo, delle scarpine argentate.

Carattere: è molto dolce, gentile, affettuosa, a volte un po’ credulona e paurosa. Sa che, nonostante qualche chilo di troppo, tutti notano la sua bellezza. Per questo è vanitosissima.

Segni particolari: collaudatrice di divani, grandissima mangiatrice di monete di cioccolato.

Henry ~ Il Principe studioso

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Henry disegnato da Giovanni


      Aspetto fisico: snello, alto, occhi verdi, bellissimo. Veste con eleganza, porta occhiali rotondi.

Carattere: timido, intelligente, pensieroso, amante degli animali, molto buono, imbranatissimo.

Segni particolari: Nonostante gli occhiali lo aiutino a vedere meglio, inciampa sempre, casca di continuo. Se sua sorella è una collaudatrice di divani, Henry di certo collauda i pavimenti.

Tutto inizia a prendere forma.

Dopo tanti giochi di scrittura, entriamo nel vivo della storia vera e propria.
Ma non si butta via nulla! I nostri esperimenti creativi vengono riciclati per entrare a far parte di una struttura ben definita.
Maria Clara ci spiega la struttura di una storia e l’arco narrativo del famoso Viaggio dell’Eroe.

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L’arco narrativo: il Viaggio dell’Eroe
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La concentrazione…
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Gli appunti sono sempre utili.

Ma i personaggi sono appena dietro l’angolo…
Vogliamo scoprirli insieme?

Story Cubes

Ed eccoci di nuovo!
Di nuovo con un gioco facile e veloce: Story Cubes!
Ci siamo divertiti molto a lanciare i dadi in aria, su ogni faccia dei dadi era rappresentata una figura diversa. Non sapevamo che quelle stesse figure sarebbero diventate parte delle nostra storia!

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I piccoli scrittori si avvicinano guardinghi ai cubi…
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… scoprendo che non mordevano!

Primo passo: cuciamo insieme le parole.

Tutto è iniziato con un semplice e divertente esercizio di SCRITTURA CREATIVA.

Abbiamo scelto casualmente delle parole da dei bellissimi testi che abbiamo letto in aula tutti insieme. Sfogliando tra le pagine abbiamo scoperto nuovi termini, abbiamo letto di classiche fiabe che già conoscevamo, e scoperte delle nuove.

Le parole che sono balzate fuori, sono diventate poi piccole storielle, scritte autonomamente da noi piccoli scrittori in erba.

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Le parole che abbiamo estratto dai testi letti in classe…

Con grande impegno, abbiamo prodotto piccole storielle… è stato difficile ma non sapevamo ancora cosa ci attendeva!

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La concentrazione nel momento della scrittura!